Il weekend del Gran Premio della Cina 2025 si è concluso con uno dei temi tecnici più caldi della stagione: la squalifica della Ferrari SF-25 #44 di Lewis Hamilton per irregolarità legate allo spessore del fondo della monoposto. Una vicenda che ha riportato alla ribalta il tema dell’estremo perfezionismo tecnico in Formula 1. A fare chiarezza è stato Frederic Vasseur, team principal della Scuderia Ferrari, intervistato dal quotidiano sportivo francese L’Équipe.
Attraverso le sue dichiarazioni, Vasseur ha fornito una visione lucida di ciò che significa correre oggi in Formula 1, dove la ricerca della massima prestazione si traduce spesso in una corsa costante sul filo del regolamento. E non esclude che altri episodi come quello di Shanghai possano ripetersi.
La squalifica di Hamilton: questione di millimetri
Al termine della gara di Shanghai, i commissari FIA hanno rilevato che la Ferrari SF-25 guidata da Lewis Hamilton non rispettava le specifiche regolamentari: lo spessore del fondo era inferiore ai 9 mm previsti. I rilievi nei tre punti di misurazione hanno riportato 8.6 mm, 8.5 mm e 8.6 mm, determinando così l’automatica esclusione dell’auto dalla classifica.
Un caso che ha ricordato a molti quanto accaduto alla stessa Ferrari nel Gran Premio di Austin del 2023, dove una vettura fu squalificata per motivi analoghi. In quel caso, le squadre avevano solo una sessione di prove libere prima della qualifica Sprint e della gara. Oggi, invece, il regolamento consente una maggiore libertà: dopo la Sprint, è possibile modificare l’assetto in vista delle qualifiche e della gara, offrendo quindi maggiori margini di valutazione.
Vasseur: “È il rischio di chi insegue la perfezione”
Intervistato da L’Équipe, Vasseur ha spiegato che quanto accaduto non è da intendersi come un tentativo di frode, ma come una conseguenza diretta della ricerca della prestazione. “Abbiamo dovuto essere troppo aggressivi – ha dichiarato – questo dimostra che siamo alla ricerca della perfezione e che talvolta guardiamo troppo lontano.”
Secondo il numero uno del muretto Ferrari, in Formula 1 si cammina costantemente sul filo. Il confine tra ottimizzazione tecnica e violazione del regolamento può diventare sottilissimo. Vasseur distingue chiaramente tra due categorie di squalifiche: quelle derivanti da rischi tecnici calcolati e quelle causate da comportamenti consapevolmente irregolari, ovvero “barare”.
“Bisogna distinguere tra le squalifiche perché ci si prende dei rischi o squalifiche perché si bara.”
Il “gioco” della Formula 1: spingersi sempre più al limite
Per Vasseur, la natura stessa della Formula 1 impone di lavorare sempre al margine massimo con ogni componente. “Il ‘gioco’ in F1 è quello di essere al limite sotto tutti gli aspetti”, ha detto. Una filosofia che si traduce in un lavoro maniacale su ogni dettaglio tecnico:
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Peso: ogni grammo conta nel bilancio complessivo dell’auto
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Usura del pattino: ogni decimo di millimetro può fare la differenza
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Flessibilità degli alettoni: la deformazione controllata è una delle chiavi aerodinamiche più studiate
La conclusione di Vasseur è netta: “Più la bagarre è serrata, più si è sotto pressione e più si corrono dei rischi.” In una stagione dove la concorrenza è estremamente ravvicinata, è naturale che i team cerchino ogni possibile vantaggio, anche a costo di esporsi a rischi tecnici.
Non è barare, è correre sul filo del regolamento
Uno degli aspetti più interessanti delle parole del team principal Ferrari riguarda la difesa dell’integrità sportiva della sua scuderia e, implicitamente, anche di Mercedes, che condivide con Ferrari lo stesso tipo di penalizzazione avvenuta in passato. Vasseur non accetta che una squalifica tecnica venga automaticamente interpretata come un illecito intenzionale.
In altre parole, cercare il limite regolamentare non è frode, ma parte integrante del DNA tecnico e sportivo della Formula 1. La differenza, secondo il dirigente francese, risiede nella trasparenza e nella consapevolezza con cui si opera.
Questa visione non solo protegge l’immagine dei team coinvolti, ma alza anche il livello del dibattito tecnico e sportivo: quanto si può rischiare senza oltrepassare la linea?
Attesi altri episodi simili: la battaglia è appena iniziata
Alla luce della sempre maggiore competitività del campionato e dei margini tecnici sempre più ristretti, Vasseur non esclude ulteriori squalifiche nei prossimi appuntamenti della stagione.
“Se questo significa che potrebbero esserci altre squalifiche? Sì, certo.”
Una previsione che suona come un avvertimento per tutte le scuderie: spingere sull’acceleratore dell’innovazione è necessario, ma occorre anche saper gestire i rischi. Con monoposto sempre più sofisticate e regolamenti sempre più dettagliati, il margine per l’errore – anche involontario – si riduce drasticamente.
Ferrari tra aggressività e trasparenza tecnica
Le dichiarazioni di Vasseur rivelano un atteggiamento combattivo ma trasparente. La Ferrari, per voce del suo team principal, si presenta come una squadra che non ha paura di osare, anche quando questo comporta il rischio di incappare in sanzioni tecniche. Ma lo fa nel rispetto delle regole, senza secondi fini.
Questa mentalità potrebbe risultare cruciale nella lotta per il titolo, dove ogni decimo di secondo può valere una posizione. L’attenzione alla regolamentazione e l’abilità nel trovare il miglior compromesso tra performance e conformità saranno sempre più determinanti.
La F1 2025 è un gioco di equilibrio estremo
Le parole di Frederic Vasseur a L’Équipe ci offrono uno spaccato realistico di cosa significhi oggi gestire un team di vertice in Formula 1. Ricerca ossessiva del limite, pressione competitiva costante e attenzione al regolamento tecnico formano un triangolo dentro il quale ogni team deve muoversi con maestria.
Le squalifiche per motivi tecnici, come quella di Hamilton in Cina, non sono anomalie, ma il prezzo da pagare in una disciplina dove ogni dettaglio è spinto fino al millimetro. E il 2025 potrebbe regalarci ancora molte sorprese, sul piano tecnico tanto quanto su quello sportivo.