Hamilton rilancia la Ferrari: “Serve tempo, ma credo nel progetto”

Dopo le difficoltà in Cina e la squalifica, Lewis Hamilton guarda avanti: “Nessuna frustrazione. Con la Ferrari cresceremo insieme”. Ora occhi puntati su Suzuka.

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Il Gran Premio del Giappone 2025, terzo appuntamento della stagione di Formula 1, segna un passaggio importante nel percorso di Lewis Hamilton con la Ferrari. Dopo il controverso fine settimana di Shanghai, conclusosi con una squalifica post-gara, il campione britannico si presenta a Suzuka con rinnovata fiducia e determinazione. Nonostante le difficoltà tecniche incontrate finora, Hamilton ha ribadito la sua piena fiducia nella Scuderia, sottolineando quanto sia ancora solo all’inizio di un progetto a lungo termine.

Hamilton: “Credo al 100% in questo team”

Hamilton ha preso parte alla conferenza stampa del giovedì a Suzuka e ha affrontato con grande lucidità gli episodi del fine settimana precedente. La vittoria nella Sprint Race in Cina aveva acceso le speranze, ma una modifica tecnica alla Ferrari SF-25 ha complicato il resto del weekend. Dopo una qualifica difficile e una gara compromessa, è arrivata la squalifica per irregolarità tecnica.

Nonostante tutto, il campione non si è lasciato abbattere: “Ho sentito qualcuno dire che sto perdendo fiducia nella squadra, ma non è così. Credo al 100% in questo team, e sapevo fin dall’inizio che non sarebbe stato facile”. Le sue parole riflettono un atteggiamento maturo e costruttivo, fondamentale in una fase di adattamento tanto delicata quanto stimolante.

Un nuovo inizio a Maranello

Dopo la squalifica, Hamilton ha deciso di trascorrere una giornata a Maranello, per confrontarsi con i tecnici e lavorare sull’analisi dei dati. “La cosa più impressionante è stata vedere come la squadra ha elaborato le informazioni”, ha dichiarato. “Abbiamo lavorato duramente per preparare questo weekend di Suzuka”. Un atteggiamento che dimostra la voglia del pilota britannico di integrarsi appieno nella cultura Ferrari, imparando dai tecnici e contribuendo alla crescita della monoposto.

Il processo, però, richiede pazienza. “Sto entrando in una nuova cultura, in un nuovo team, e ci vorrà del tempo. Ho trascorso gli ultimi due mesi osservando come funziona la squadra rispetto alle altre due in cui ho lavorato. Durante la scorsa settimana ho indicato delle aree dove possiamo migliorare”.

Cosa è andato storto a Shanghai

La Ferrari SF-25 ha dato segnali contrastanti durante il weekend cinese. Dopo la pole position e la vittoria nella Sprint, un cambio nel setup della monoposto ha drasticamente alterato il comportamento della vettura. Hamilton ha spiegato: “Se avessimo lasciato la macchina com’era o se il cambiamento avesse funzionato, saremmo potuti partire nelle prime tre posizioni. Invece, in qualifica è stato difficile da guidare, e lo è stato anche in gara”.

In questa fase, Hamilton non dirige ancora direttamente gli ingegneri, come avveniva in Mercedes, dove conosceva ogni dettaglio della vettura. Il britannico sta ancora acquisendo dimestichezza con gli strumenti tecnici del Cavallino, ma è determinato a colmare il gap: “È un percorso che completerò”.

La squalifica e la reazione del team

Al termine della gara di Shanghai, la vettura di Hamilton è stata trovata non conforme al regolamento tecnico. Il fondo dell’auto risultava troppo consumato, ma Hamilton ha chiarito che non c’erano segnali di anomalia durante la corsa. “All’uscita della curva 13 il fondo non toccava l’asfalto, non c’era rimbalzo. Non ho avuto alcuna avvisaglia”, ha spiegato.

La sua reazione è stata lucida: “Nessuna frustrazione, è quello che è. Abbiamo guardato avanti”. Un atteggiamento che ha trovato riscontro anche nel lavoro della squadra, già concentrata su come evitare situazioni simili in futuro. La squalifica, per quanto amara, è stata trasformata in un’opportunità di apprendimento.

Suzuka come banco di prova

Con Suzuka alle porte, Hamilton e la Ferrari hanno l’opportunità di dimostrare i primi frutti di questo percorso di adattamento. La pista giapponese è una delle preferite dal britannico, che in passato ha già trionfato tra le sue curve veloci e i saliscendi tecnici. Ora, però, l’obiettivo non è vincere a ogni costo, ma costruire, passo dopo passo, una base solida per le sfide future.

Questa è una stagione di transizione”, ha ricordato Hamilton. “Voglio contribuire a costruire qualcosa di grande con la Ferrari. Non sarà facile, ma ogni weekend è un’opportunità per imparare e crescere insieme”.

Una relazione destinata a crescere

Il legame tra Hamilton e la Ferrari è ancora giovane, ma le premesse sono incoraggianti. L’ex pilota Mercedes ha dimostrato di voler affrontare questa nuova sfida con umiltà, metodo e visione a lungo termine. Il suo impatto non si limita alla guida, ma si estende anche al contributo tecnico e alla cultura del team.

Il suo arrivo a Maranello ha portato entusiasmo, aspettative e inevitabili pressioni. Tuttavia, la sua esperienza e il suo approccio collaborativo stanno già lasciando un’impronta importante. Con il passare dei gran premi, sarà interessante osservare come evolverà la SF-25 e quanto Hamilton saprà incidere nello sviluppo della monoposto.

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